I punti salienti alla risposta che mi sono data nel momento in cui ho accettato di intraprendere questa nuova avventura. 

Da molti anni sono stata impegnata nel volontariato: dall’insegnamento del Catechismo ai ragazzi, all’aiuto concreto nelle attività inerenti al mio paese.

Sono sempre stata consapevole che l’aiuto al prossimo, di qualunque natura esso sia, spinge la persona a rapportarsi oltre i confini umani della conoscenza personali. L’intraprendere con entusiasmo la nuova sfida proposta dal Mantello, mi ha aperto nuovi confini ad alcune incomprensioni su quanto potessi sentirmi smarrita in merito alla reale forza che l’emporio apporta a livello psicologico e mentale.

L’approccio a nuove forme d’integrazione tra comunità differenti o solo tra realtà giornaliere è già per me un’enorme cassa di risonanza che mi apre nuovi orizzonti a livello personale.  L’unione che si crea tra volontari e beneficiari, diventa con il passare del tempo, un cammino, una formazione, una costante forma di equilibrio tale da fare assomigliare il tutto a una famiglia.

L’essere parte integrante di questo gruppo, apre una visione più ampia delle problematiche che il nostro tempo ci pone. Noi tutti siamo testimoni di una nuova era di cambiamenti, dovuti alla più urgente forma di “povertà”.

Da parte mia dopo avere considerato e chiarito con me stessa le finalità che mi sono posta, ho intrapreso con energia positiva il mio impegno presso il Mantello, con la convinzione che aiutare il prossimo, fa bene anche a noi stessi.

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